IMPRESSIONI DEL VIAGGIO.
Ciao, mi presento, io sono
Maurizio detto “Rigo”, diminutivo del mio cognome da più di 9… lustri.
Dopo il bellissimo tour
intrapreso nello scorso WEEK-END all’isola d’ELBA, in compagnia degli amici e
degli aggregati al gruppo motociclistico CRAL di Ferrara, mi è venuta di
colpo… la voglia di mettere nero su bianco le impressioni vissute durante
tutto il viaggio. Intendo tutto, dalla partenza fino all’arrivo, quando giri
la chiave del cruscotto verso sinistra ottenendo l’effetto “salvataggio” dei
file sul P.C./CERVELLO.
In pratica, dopo esserne
sceso, guardi la tua fida due ruote … le fai un cenno di saluto, con
malcelata propensione all’abbraccio.
Ma veniamo alle impressioni
del viaggio.
Venerdì 17 è una data che
incute imbarazzo ai più superstiziosi – io per fortuna non ho di
questi problemi – la sveglia è suonata di buon ora, quando ancora
intorno al verde della casa sono ammassati migliaia di uccelli le cui urla
raggiungono i 99 decibel. La “Varaderona” è già pronta, ispezionata, oliata e
caricata dalla sera prima … il tempo di connettere, doccia semi-fredda, yogourtino
e pronti per la vestizione che per me è un rito. Quando il rito ha termine
sono già accaldato senza aver fatto nulla.
Giro di chiave… pzzzzzz tac
dell’iniezione… spinta del pulsante on… e con dolce maestria meccanica i due
pistoni iniziano il loro movimento alterno… tufi...tufi…tufi... a dir la
verità non proprio regolare, anzi decisamente sfalsato…
Parto... un saluto alla mia
vicina di casa – buona ma curiosa – e via a 30 all’ora con il
casco aperto per trattenere gli odori della campagna e sentire la brezza
dell’alba avanzata, la giornata è stupenda e preannuncia un caldo torrido…
Da Fiesso arrivo ad
Occhiobello, tappa al distributore, con la gente che va e viene e mi guarda
con invidia: loro infatti devono recarsi al lavoro… sì sì, confesso un po’ di
cinismo!
Il serbatoio nero della
“Varaderona” è pieno da far paura… ho davanti circa 400 km di autonomia.
Alle 7.45, dopo aver passato
il ponte del Po – quasi senz’acqua – la cui superficie
illuminata dalla sole emana una luce accecante e leggermente euforizzante,
entro in Ferrara, città che ha segnato tutti i passaggi importanti della mia
giovinezza e, con la calma interiore di questo venerdi 17, mi pare adorabile,
piena di vita, ma allo stesso tempo vuota… come i quadri metafisici di De
Chirico.
Arrivo in via Mozzo della
Scimmia, dove mi attende Isabella con le due valigie dedicate della Honda
mezze piene, mi saluta dal balcone; prima di fermarmi, noto un bambino di
circa tre anni, con magliettina numerata 46 e berrettino a visiera che dice
alla mamma: «Guarda mamma, Varentino Roffi…», ho sorriso e per un secondo mi
sono sentito ammirato…
Un nuovo saluto cordiale
alla mia compagna di viaggio, decisamente inappuntabile dal punto di vista
del vestiario... e via all’appuntamento.
Arrivo puntuale in via
Veneziani: il BAT e MARCO, rispettivamente responsabile 1 e responsabile 2
della Sezione moto, sono già attivi e decisamente concentrati a predisporre
la ciurma… motorizzata. Con loro sono già presenti alcuni partecipanti al
viaggio: ALE, ELE, MAURIZIO, DAVIDE, ANGELA; quest’ ultima, come Isabella, si
è aggregata da poco al gruppo Motocral, le vedo comunque entrambe molto
entusiaste!
Sono quasi le nove e mancano
Ambro e Rita ….ooohh, qui serve un cenno particolare per la nuova, ma proprio
nuova, aggregata al gruppo: in un colpo solo ha trovato interesse per la moto
e per i viaggi in moto… logicamente è sottinteso che l’interesse maggiore è
tutto per il pilota; mi fa piacere sapere che la mia amica Rita condividerà
con tutti noi le sensazioni di un viaggio sereno e spensierato.
Ma ecco, sono loro, Rita è
stratirata e sorridente... Roberto anche, MA ad un certo punto sentiamo: «SIV
PRONT?!?» – esclamazione del BAT – seguita subito dopo da: «’NDEGNA»
di Marco, che mi provoca un sussulto, offro il cinque alla ISABELLA seduta
dietro che contraccambia: è un gesto di buona fortuna… reciproco.
Imbocchiamo l’autostrada a
Fe Sud, con il mio telepass non mi fermo più al casello… mi creava solo
nervosismo, biglietti, soldi... nel terzo millenio, mah…
Il prossimo appuntamento è
fissato senza orario a Firenze Certosa, quindi in autostrada l’andatura è,
diciamo così, individuale… sempre nel rispetto dei limiti…
Il traffico – essendo
un venerdì – è decisamente intenso ma liscio; la strada scorre
costante e il sole illumina la pianura dell’Emilia che sembra infinita e
trasforma i propri abitanti in “marinai non veri”… (emh è una canzone di
Guccini)!
L’infinito però finisce a
Bologna dove per lavori si sta incolonnati dietro ad auto e camion pronti a
frenare al minimo cenno di sorpasso, sì perché le moto, per loro, sembrano
immateriali…
Inizia il tratto appenninico
dove è necessaria la massima attenzione a causa della costruzione della terza
corsia e della variante di valico; dopo aver superato il tratto ci si immerge
in una delle strade più belle del mondo, con colori e paesaggi che sembrano
tanti fotogrammi ravvicinati di un film che stai vedendo comodamente seduto
su una poltrona che a differenza del cinema ha due ruote ed un manubrio,
almeno questa è la mia sensazione. Nonostante la mia vista sia focalizzata in
avanti sono sicuro che anche nel sedile posteriore la mia fidata compagna di
viaggio sta provando le stesse mie sensazioni.
In qualche tratto la
velocità aumenta a livelli da… fuoricodice, ma subito la “Varaderona” se ne
accorge e rallenta… Siamo al valico dove dai viadotti si vedono le vallate
verdissime e dolcemente scoscese dell’Appennino tosco-emiliano; dopo l’ultima
galleria in salita, arriva la discesa che ti obbliga a tenere le redini ben
salde e il freno posteriore leggermente premuto per non aumentare la velocità
senza toccare l’acceleratore… le gallerie si susseguono una all’altra ed
incollato alla corsia di sorpasso procediamo spediti e sicuri verso Firenze;
peraltro la stabilità della moto è indiscutibilmente perfetta.
Nel momento in cui si arriva
alle ultime, corte e buie gallerie prima della “piana di Firenze” ho un senso
di liberazione… per lo scampato pericolo. Sì perché, chi ha un pò di sale in
zucca, credo convenga con me che la strada sarà bella, panoramica… ma è
maledettamente insidiosa. Forse ciò è dovuto ai miei ricordi di camionista…
sempre molto prudente comunque.
A parte alcuni lavori in
esecuzione, io e la mia giovane compagna di viaggio (che per un attimo ho
dimenticato di avere in sella, perché molto brava e discreta) arriviamo
all’uscita di Firenze Certosa: passo sotto al raggio e... pigramente si alza
la sbarra del casello…. visto uno spiazzo sulla destra mi fermo… il motore
della “Varaderona” sembra volermi dire «beh, già fermi?», tanto è regolare e
silenzioso.
Le prime impressioni, scesi
dalle moto, soprattutto per le dolci compagne di viaggio, sono varie ma
fondamentalmente identiche… pipì, ppppiiiiipììììì. Al suo arrivo il nostro
presidente, dopo un consulto rapido del percorso ed alcune disposizioni di
servizio, coglie l’attimo per svolgere la funzione di cui sopra dietro ad un
cespuglio… azione prontamente imitata! Ad un certo punto si sentono «Siv
pront» e «’ndegna», beh chissà perché, quando sento queste parole, pur
restando sempre concentrato e pronto, vengo colto di sorpresa… e allora via a
rimettere giubbino, foulard, un guanto... occhiali, casco e poi l’altro
guanto… nel tempo record di 30 secondi, però devo migliorare…
Il tragitto scelto è la
super per Siena, poi Volterra, oh ragazzi, siamo in Toscana, terra che ci
viene invidiata da tutto il mondo a ragion veduta, perché percorrendo le sue
strade a bassa velocità ci si rende conto di quanto l’ALTISSIMO abbia fatto
quel giorno un lavoro egregio…
Marco, “the boss”, con la
sua stupenda BBMMWWona è il battistrada del gruppo ed ogni tanto ci segnala
qualche specie di volatile che difficilmente si vede dalle nostre parti; Isa
dietro di me credo sia stata talmente attenta che ha colto tutte le
segnalazioni… io ancora adesso sto cercando di focalizzarle…
Ormai è un pezzo che si gira
e, come succede in questi casi, lo stomaco inizia una serie piccoli lamenti,
sulle prime quasi impercettibili, anche perché sopiti dalle estasianti vedute
che si presentano al cervello, poi però ha il sopravvento. Siamo intanto
arrivati a Volterra, città di origini etrusche con splendidi palazzi
rinascimentali che ti lasciano lì un po’ a bocca aperta… e dentro di me mi
sovviene un confronto improponibile: tra le brutte case del nostro tempo… e
queste meraviglie!!!! Dopo un primo stop all’ombra in un viale alberato di
Volterra, il Bat ci dice che il posto per un piccolo spuntino è più a valle,
quindi…«siv pront» e «’ndegna» e via in sella… Isa, brava come il sole, è
prontissima… Si riparte!
Dopo solo una dozzina di
curve si arriva… la sensazione che subito mi è venuta alla mente è quella del
Saloon stile far west. Infatti la moto l’ho legata alla staccionata come i…
La purosangue “ nippoispanoitalica “ legata alla staccionata…
Il gruppo seduto su vecchie
panchine di legno pesantissimo con tavoli talmente grossi da imperlinare, se
tagliati fini, tutta casa mia, inizia l’ordinazione, molto difficile: i
piatti più gettonati sono comunque la finocchiona col formaggio e la
tagliata.
La vista è di quelle
classiche toscane, dolci colline e vecchi manieri o conventi disseminati qua
e là.
La foto che ho inserito è
più eloquente di mille parole…
Veduta della
Toscana nella zona di Volterra.
Intanto l’oste ci porta le
prime ordinazioni, accolte da un ooohhh… Isa nel frattempo è tornata al
purosangue per eseguire l’operazione di svestizione... infatti un maremmano
poco distante sembra turbatissimo… purtroppo ho immortalato solo la parte
finale…
Isa in mano i pantaloni…….
L’operazione effettuata da
ISA, non so perchè, ha creato nel gruppo oltre che un certa allegria, anche
una smisurata voglia di coccole che le consorti/compagne hanno richiesto in
modo esplicito ai loro compagni/consorti… ne allego una carrellata…
TRUUUUU
TRUUUUUUU- Angela e Davide …care le mie tortorine…
TRUUUU
TRUUUUUUUU – Barbara e Roberto…che classe…
Volutamente scura per essere andati oltre …annusamento dei capelli…Rita e Roberto
(Ambro)
Addirittura ELE
ed ALE si gustano un film…por…! Ale è quasi estasiato…
Come si è notato l’allegra
compagnia pur hosì piccina – ormai mi sto immedesimando nella parlata Toscana
– è quanto mai affiatata e spensierata, fino ad arrivare al punto di
permettermi un prezioso “autoscatto” azione molto difficoltosa… infatti
In primo piano Davide, Bat, Angela, Rigo (mezza faccia) Isa, Ale, Ele. Marco che stà
ancora a magnà
Beh, lascio a voi ogni
commento…
Il pasto, allietato dalla
bevanda toscana per eccellenza – il vino doc – c’ha creato un leggero
abbiocco e per questo Isa ne ha subito approfittato…
Isa sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss
Dopo che Isa ha fatto
riposare le membra, si riparte… in un primo momento si pensa di fare la
strada interna per Larderello, poi però constata l’ora, il Bat ha optato per
quella che prosegue verso Cecina, costeggia il mare ed arriva a Piombino.
Il percorso è molto bello,
ma il caldo si fa sentire, tutto sommato comunque il viaggio prosegue
spedito. Isa è sempre impeccabile ed ogni tanto mi fa sentire la Sua presenza
con un dolce, ma energetico tocco, delle spalle.
Sono le 15.45: siamo quasi
arrivati
Eccoci a
Piombino… un po’ stanchi ma vogliosi di ELBA…
L’attesa è abbastanza breve,
infatti al cenno del mozzo entriamo nel traghetto piano piano… posteggiamo le
belve sul lato sinistro della nave e l’addetto le lega per bene.
Salire sul ponte superiore
mi fa tornare alla mente alcune brevi crociere fatte con l’allora moglie…
senza moto però!
Lo scambio di opinioni ed i
racconti di precedenti vacanze in luoghi ameni, sempre molto interessanti,
fanno volare il tempo… infatti siamo già arrivati a Rio Marina: via! apertura
dei portelloni e...
Eccoci
all’isola d’elba !!
La giornata di sole
splendido, la libertà della moto e una compagnia stupenda mi creano un mix
che io consiglio a certi fruitori di sostanze dopanti…
Il Bat individua il sito del
soggiorno e, dopo aver eliminato alcuni indumenti decisamente troppo pesanti,
si parte per la doccia tanto attesa, finalmente ecco il posteggio, si
scarica… e ci si ritira nella stanza, la mia è singola, piccola ma carina.
Faccio subito la prova del
letto, eccellente… tento di alzarmi ma una forza magnetica mi trattiene…
lascio fare, quando tale forza ha termine, finisco di compiere le azioni
necessarie per prepararmi alla cena… oramai è quasi buio e le sagome delle
dolci colline verdi dell’Elba sembrano tante nuvole nere retrolluminate dalla
luce residua del sole: esprimo le sensazioni che provo al telefono con la
dolce metà e mi dispiace non sia con me…
È pronta la cena e come
d’incanto in 3 secondi siamo quasi tutti seduti a scambiarci le opinioni
vissute durante la giornata.
che belli e sorridenti … in particolare Sibi e Giovi
Un cenno di completa
ammirazione lo devo fare per la neo-motopatentata Sibilla che utilizzando il
Monster appartenuto al marito THE BOSS Marco, si è sorbita, con il prezioso
supporto dell’esperta ed oramai collaudata GIOVI ( CHE GRINTA) i tanti km.
Assicuro che l’ammirazione è
reale, anche perché le mie vicissitudini mi hanno visto combattere con
l’assoluta, incomprensibile ma motivata paura della moto… delle donne… mah
sarà
Questa è Tsuna, splendido esemplare di cane femmina, buona affettuosa ma
tremendamente maldestra
Dopo un numero imprecisato
di chiacchere e di risate parto per la stanza, prima però ne approfitto per
una visitina alla “Varaderona” dormiente: tutto ok, ‘notte!
All’indomani, mi sveglio
alle 6 – la luce filtra dalle finestre – poco male, un sole stupendo mi
invita ad uscire, così percorro un breve tratto della bellissima strada che
passa davanti all’hotel, ne approfitto per scattare alcune foto molto
suggestive.
Al mio arrivo la colazione è
già servita… e con molta calma la stanza si riempie… i volti sono assonnati
ma distesi ed in alcuni casi sorridenti!
L’Inge Vincenzo
con consorte Dott. Mariella, due persone stupende
Finita la colazione ci si
prepara per un itinerario a scelta, io ed Isa optiamo per il giro completo
dell’isola, compresa la puntatine in una delle tantissime spiagge esistenti.
La giornata è a dir poco
eccellente, molto caldo, ma con una leggera brezza che ti dà stimoli già
vissuti in altri viaggi in moto, ma nonostante ciò sempre nuovi. Isa seduta
dietro guarda in silenzio il paesaggio, ogni tanto mi avverte della sua
presenza con commenti che data la presenza del casco non sono in grado di
cogliere.
Arriviamo nel frattempo a
Marciana Marina, bel posto, nel centro c’è un pò di gente attiva nelle spese
o seduta ai tanti bar panoramici. Ci fermiamo in una piazzetta e, accaldati,
scendiamo per alcune foto…
ISA E GIOVI (mitica) foto presa in curva con asfalto
ruvido…
Poi come al solito sono
passato all’autoscatto, volevo immortalarmi, ma… dopo lo scatto, come per
incanto, si sono impressionate la mitica Giovi ed l’altrettanto mitico
Marco…
adesso che la vedo bene…c’è anche ISA …ma dov’era ???
Riposati, rifocillati, ed
espulsi i liquidi in eccesso, si riparte, per la verità un pò scaglionati a
causa delle diverse volontà di gestire il tour in libertà.
Quindi il Bat, Marco,
Roberto, Barbara, io ed Isa, dopo il solito «SIV PRONT» e «’NDEGNA», si parte
per la zona più ad ovest dell’isola che, io da profano del mare, ritengo
anche la più bella e suggestiva. La strada è stupenda con curve strette ma
panoramiche, infatti devi scegliere – o guidi o guardi l’orizzonte – io cerco
di fare entrambe le cose con prudenza, la riprova della quale è l’assoluta
mancanza di paure… da parte della mia inquilina posteriore.
Ad un certo punto ci
fermiamo in uno spiazzo dal quale si vede un paesaggio mozzafiato… noi
dall’alto vediamo un mare che sembra una tavola, illuminato dal sole con una
leggera foschia di caldo percepita a livello dell’orizzonte… tante piccole e
grandi barchette che scorazzano nel suo centro. Mi sembra che qualcuno abbia
in mano un telecomando per farle muovere… In lontananza si scorge una sagoma
più scura senza contorni che alcuni dicono essere la Corsica, mah sarà, io ci
credo comunque... tanto è intenso e sereno lo stato d’animo che riescono ad
infondere certe immagini…
Decidiamo di immortalare il
luogo, ma soprattutto le nostre anime, sopra ad un ceppo di granito sul quale
è riportata la scritta in antico etrusco… Costa del sole o qualcosa del
genere: la prima è Isa…
La divaricazione è quasi perfetta...
... POI NON POTEVA NON
ESSERE IMMORTALATO IL BAT...
… Lui sì che ha una divaricazione perfetta !!
Dopo queste immagini del
granito, ho avuto l’idea di fare assieme ad Isa il mio solito autoscatto e…
Come si nota la stabilita è molto precaria… quindi devo
tenere agganciata Isa
Bene, quella che doveva
essere una brevissima fermata, in realtà è stata una sosta prolungata e
rilassante.
Quindi si decide di
ripartire alla volta di una spiaggia, dove mangiare, prendere il sole e fare
il bagno, non necessariamente in questa sequenza.
Siamo oramai a metà giornata
, il caldo esterno sommato a quello proveniente dalle moto è talmente intenso
che per un attimo mi è venuta voglia di guidare in costume… cosa
assolutamente da non fare… i paesaggi ed i borghi si susseguono l’un
l’altro…tutti bellissimi e caratteristici ma di cui non ricordo i nomi. Ora
comprendo perché Napoleone I si è fatto costruire sull’isola una villa mega…
ma lui aveva in mente la guerra… Io a volte mi chiedo perché la gente si
spara addosso, si droga, si insulta, salvo poi fare pace, andare in comunità
in un luogo ameno, chiedo scusa….va beh scusate lo sfogo, non c’entrava
nulla…
Stiamo costeggiando il mare
con calma, le curve si susseguono una all’altra con una fluida, paciosa ed
entusiasmante cadenza che dopo un pò, se non fosse per la presenza del
passeggero e per le mille attrazioni visive che stimolano in tutte le
maniere, ti trovi all’interno di un déjà vu… sì insomma, mi sembra di aver
percorso quella strada decine di volte…
Finalmente arriviamo nei
pressi di una magnifica spiaggia dove, vista l’ora e la voglia di riposo al
sole, mi fermo e dopo aver riposto le moto al sicuro, mi ritrovo immerso in
una strepitosa selva di bikini indigeni di tutti i colori… ma…un attimo…
anche alcuni molto familiari…
uaoooo… Isa ha
deciso che…
Ma non è finita...
ri---uaoooo …anche
Rita ha deciso di sfoggiare…
Oddiomamma, mi devo
riprendere, quindi faccio un bagno nelle bellissime acque dell’Elba,
logicamente dove si tocca perché come nuotatore sono decisamente un peso
solido non galleggiante… Intiendes…
La fame si fa sentire e
quindi ci si raccoglie a pranzare quasi in sacro silenzio…
alcune diverse tipologie umane nell’atto di consumare il
pasto…
Tra discorsi impegnati e
qualche impressione sulle moto possedute, il tempo scorre tranquillo e
sereno, rotto solo da una certa ilarità di chi mi vede in quel momento…
Infatti colto da bisogni
impellenti noto con vivo disappunto di aver dimenticato in albergo le
ciabatte da spiaggia, la necessità aguzza l’ingegno, per cui nonostante il
caldo asfissiante e la tenuta balneare… pian piano mi convinco che l’unica
maniera per poter accedere al bagno è indossare gli stivali da moto, che pur
essendo in membrana traspirante, rinfrescante e antisudore... portano la
temperatura interna a 88 ° C!
Subito non ho ben inteso il
motivo per cui due o tre bambini vicino a me continuavano a guardarmi
esterrefatti. Solo alla sera la Giovi mi svela con la sua solita classe
l’assurdità della mia mise estiva… per fortuna siamo motorbikers e quindi
adattabili a tutto.
Il rientro dalla spiaggia è
come al solito molto calmo ed itinerante, la strada a sud dell’isola è
bellissima e al tramonto assume un fascino particolare, dovuto in parte ai
colori, intensi come mi è capitato di notare in Sicilia ed in Grecia.
Bene, dopo il rientro ed una
doccia ritemprante mi aspetta la cena, prima però mi dirigo con circospezione
nella parte terrazzata dell’hotel dove regnano una vista ed una pace
indescrivibili… è a quel punto che vedo e comprendo il motivo per cui il
nostro The boss e megapresidente è sempre così calmo, rilassato, pronto a
comprendere i nostri punti deboli e dare il suo tantrico consiglio… mammacara…
(aiò pers al cont) -
Isa è neolaureata nel massaggio afroindopakistanotirolese……
Visti gli effetti molto
positivi sul Bat, Isabella convince anche me a subire la stessa ….tortura…
del massaggio «mo socc! ac ben cà stag tantra». La sensazione dovuta alla
professionalità ed alla bravura della Dott. Isa portano pian piano ad uno
stato di benessere totale che aumenta la predisposizione alla serenità.
A tale serenità contribuirà
anche la cena servita dall’hotel… composta da un antipastino di pesce, primo,
secondo, dolce e caffè… particolarmente buona ed abbondante.
Barbara presa da effettiva bontà divide con TSUNA il dolce… che sembra gradire!
La serata, dopo la cena si
avvia alla conclusione e, tutti radunati sotto al padiglione dell’hotel, ci
si scambia goliardiche frecciatine che in certi casi sono veri e propri k.o.,
come quello che ho subito io con la Giovi… i fatti: la Dott.ssa passando tra
la mia sedia e la poltrona antistante, per la verità separate da uno spazio
esiguo, mi colpiva allo zigomo sx con il suo… pettorale dx (5 misura)
procurandomi la sospetta lussazione dell’occhio, quando si dice muscoli
d’acciaio…
Nel parterre c’è la mitica
biondissima Patty, consorte dell’altrettanto mitico Rambo, che presa da
strana… nostalgia per un recente viaggio a Cuba sta orgogliosamente fumando
un sigaro stile Che… con l’immancabile bicchiere di rhum o tequila??… Vicino
a me c’ è Angela, simpaticissima compagna del potente Cinco, con cui scambio
alcune opinioni sulla gioia di vivere. Immancabile il MARCO the boss number 2
che con perfette imitazioni delle colombe in amore TRUUUU...TRUUUUU...
rimarca lo stato di alcuni di noi.
Ma ad un certo punto la
tensione sale… l’aria diventa estremamente pesante, i fumi dell’acqua,
associati al forte brusio, non permettono al Bat di far sentire la richiesta
di informazioni circa la partenza di alcuni di noi all’indomani, ma ecco che
interviene il potente Ambro che con un potente timbro di voce mette a tacere
la ciurma…
Raccolgo le ultime forze, mi
alzo e dopo un saluto generale, mi avvicino alla stanza… prima però faccio la
solita puntatina nel parcheggio dove stanno dormendo le mitiche… e volgendo
lo sguardo alla ruota posteriore della “Varadero” prima serie di Vincenzo
noto che la gomma è completamente a terra. Verosimilmente ciò è dovuto al
pessimo stato della copertura.
Al mattino successivo mi
sveglio prestissimo preparo la valigia la carico sulla “Varaderona” e vado,
con un pò di anticipo, a fare colazione. Il traghetto per il ritorno è
fissato alle 9.50.
Rimango a guardare, prima di
partire, il Bat, che con volontà e predisposizione aiuta Vincenzo e Mariella
a riparare con uno speciale kit la gomma posteriore… ho saputo il giorno dopo
che i due ragazzi sono arrivati a casa senza problemi… un plauso al Bat che
ha sempre creduto nella tecnica.
Io ed Isa saliamo nel
traghetto, dove come all’andata lego la moto, la giornata è limpida e
soleggiata, ne approfitto, dopo esserci sistemati in poppa, per rimettere in
pratica le doti dell’autoscatto e…
una autoscatto ricordo del viaggio Elba in moto
La breve ma intensa vacanza
all’ELBA volge al termine, e come sempre succede quando si vivono momenti
intensi e sereni come questi, è difficile non pensare che essi siano unici
come la vita di ognuno di noi!
Come il mare in questa foto…
Non si vede anima viva ma è pieno di vita…
Un saluto
Rigo
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